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BUDO Vie Marziali Il Budo, la cui traduzione letterale è Vie marziali, è l’insieme delle discipline marziali giapponesi che si propongono quali metodi di studio del combattimento e come cammino di miglioramento della persona e di conoscenza spirituale. Tra queste si trovano lo Shinto Muso Ryu Jodo e del Muso Shinden Ryu Iaido, due discipline classiche risalenti al Medioevo giapponese. Numerosi praticanti ed insegnanti iscritti a SMK Italia praticano il Jodo sotto la guida di Pascal Krieger, VIII Dan, Menkyo-kaiden della tradizione Shinto Muso-ryu Shimizu-ha, presidente della Federazione Internazionale di Jodo (IJF) e direttore tecnico della Federazione Europea di Jodo Analogamente, numerosi praticanti ed insegnanti iscritti a SMK Italia praticano lo Iaido sotto la guida di Malcolm Tiki Shewan, direttore tecnico della Federazione Europea di Iaido Inoltre, un’ulteriore disciplina che si associa in modo armonioso all’Aikido è lo Shodo, la Via del Pennello, ossia l’arte della calligrafia giapponese. Alcuni praticanti SMK Italia praticano quest’arte sotto la guida di Pascal Krieger, X Dan, Shodo Shihan, e dell’artista Mio Takada, spesso attraverso incontri organizzati in concomitanza con altri appuntamenti di pratica marziale.
Questi pose le basi per un efficacissimo sistema di combattimento con il bastone contro un avversario armato di spada che si è preservato fino ad oggi come Jodo, la Via del bastone. Ben 64 kata incarnano le notevoli possibilità di uso del bastone - il jo - contro la spada lunga (odachi), la spada corta (kodachi) oppure entrambe contemporaneamente (nito). Nel corso dei secoli, alla tradizione dello Shinto Muso Ryu se ne sono associate altre, quali lo Shinto Ryu, l’Uchida Ryu, l’Isshin Ryu, l’Ikkaku Ryu, l’Ittatsu Ryu, rispettivamente specializzate nelle arti della spada lunga e corta, del bastone corto (tanjo), del falcetto e catena (kusarigama), della mazza di ferro (jutte) e della corda per legare (hojo). Come in ogni scuola classica, detta koryu, non è prevista alcuna competizione ma un continuo allenamento, in un'atmosfera intensa, teso al miglioramento di sé. La pratica del Jodo è un'attività dinamica, equilibrata e salutare in cui l'attenzione è posta sulla correttezza dei movimenti e della respirazione, sulla postura, sulla scioltezza e sul migliore impiego dell'energia. La disciplina promuove lo sviluppo della prontezza di riflessi, la capacità di concentrazione, la presenza a sé stessi ma anche la sensibilità e l'eleganza del movimento. Il tutto in un'atmosfera generale di correttezza e cortesia, secondo lo spirito caratteristico del Budo, inteso come strumento per approfondire la conoscenza di sé e degli altri e coltivare la pace dentro e fuori sé stessi.
La nascita dello Iaido è stata attribuita a Hayashizaki Jinsuke (1560-1616) all'inizio del periodo Edo (1603-1868) durante il quale il Giappone visse in totale autarchia, isolato del resto del mondo. Il contributo principale di Hayashizaki a quest'arte è di ordine mentale e spirituale nel senso in cui questa pratica poteva permettere al samurai di ottenere e coltivare uno spirito che poteva essere utile in tutte le circostanze. E' d'altronde durante questo periodo che furono rinforzati i concetti del Bushido - il codice di onore dei guerrieri - che raccommanda il distacco e il disprezzo della morte (seishi o shoetsu). La spada infatti non è forse la più antica arma del Giappone ma è sicuramente la più sofisticata. E per molti secoli ha avuto un'importanza preminente nell'allenamento e nella pratica del Bushi, il guerriero. Molti storici sono d'accordo nell'indicare all'inizio dell'VIII secolo la nascita del Nippon-To, la spada giapponese così come la conosciamo ora, con il suo proprio stile e forma. Il Nippon-To è detto l'anima del Bushi, simbolo di tutto ciò che egli rappresenta. Nel profondo rapporto che si instaura tra la spada ed il guerriero, la spada assume una doppia valenza: quella di tagliare esternamente ciò che si oppone al Bushi e di tagliare internamente l'Ego stesso del Bushi, permettendogli di raggiungere il risveglio spirituale. Lo Iaido fu introdotto quale Via Marziale quando si capì che la spada e l'arte di sfoderare la spada potevano diventare strumenti per lo sviluppo spirituale dell'uomo. Il concetto di Seishin Tanren, ovvero forgiare lo spirito, prevede che i metodi tecnici utilizzati per raggiungere l'illuminazione spirituale e per raggiungere l'efficacia in combattimento possano essere differenti. Ma l'uno non esclude l'altro. Il praticante di Iaido deve quindi realizzare entrambi gli scopi di questa arte marziale: sconfiggere l'avversario e sviluppare la via spirituale.
I kanji, gli ideogrammi, rappresentano idee ed immagini la cui essenza può così essere espressa attraverso il pennello sulla carta. Lo shodoka esegue la calligrafia con un unico movimento, senza ritocchi ne correzioni sublimando nella pratica l'istante presente nel quale la sua energia si esprime. Lo Shodo si può così praticare senza avere una conoscenza particolare del cinese o del giapponese. In questo primo stadio ognuno si esprimerà al suo livello e secondo le proprie motivazioni. Il principiante lavora sulla postura e sulla tecnica. Il praticante intermedio inizia ad esprimere la propria creatività. Infine, nel percorso più avanzato, si ricerca la libertà espressiva.
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